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USARE IL VENTO

Nella caccia un elemento essenziale e sapere usare il vento per la propria convenienza. I metodi per usare il vento sono sempre gli stessi indipendentemente dal tipo di caccia. Ogni buon cacciatore sa che anche la preda usa il vento per sfuggire al cacciatore, perciò se il cacciatore vuole trovare la preda deve fare in modo che il proprio cane usi il vento a proprio vantaggio dando vita ad un vero e proprio confronto tra lui e la selvaggina
L'accertamento corretto del vento e del tempo, unitamente all’individuazione di un percorso vantaggioso, non è solo importante per andare a caccia, ma anche molto utile per addestrare.
La prima e migliore lezione per insegnare al cane di approfittare del vento vi dovrà impegnare per fare in modo che abbia successo appunto sfruttando e combinando vento e movimento.
Durante l'attività pratica di cerca e di scovo e l’addestramento potrete notare che un cane esperto si muove in modo corretto, mentre i cani inesperti sprecano tempo ed energie. Man mano che il cane acquista esperienza, impara anche a rallentare la propria azione, ad occupare il territorio e a capire dove cercare la selvaggina.
Usare il vento a proprio vantaggio non è difficile.
La regola pratica vuole che il conduttore guidi il cane perpendicolarmente alla direzione del vento, ciò consentirà al cane di conquistare il migliore cono di odore.
Quando il cane va contro vento, seguendo le puntate del cane, capirete da che parte proviene l'odore.
Con un vento costante, se lavorate il cane nella direzione del vento (alle spalle), avrete modo invece di intercettare l'origine dell'odore.
Comunque, in condizioni di vento variabile e su un terreno accidentato, individuare l'origine dell'odore può essere difficile per cui sarà necessario raddoppiare la griglia dei percorsi (coprire più terreno) e nel contempo ridurre l'ampiezza del terreno su cui il cane lavora.
Quando percorrete un terreno il cane deve batterlo in ogni direzione mantenendo però una ragionevole distanza da voi, andando avanti e indietro (figura A) o con movimenti circolari (figura B). L'ampiezza dell'area che il cane copre dipende dalla personalità e dalla razza del cane, fermo restando che dipende da voi stabilire quanto lontano può andare e la frequenza delle passate perpendicolarmente al vento. Con vento costante da diverse direzioni dovreste sempre lavorare con il cane posto perpendicolarmente al vento.
Vi sono alcune cose che dovete fare quando il cane batte il terreno in lontananza o quando lecondizioni del terreno vi costringono a lavorare nel vento: mentre voi camminate nel vento dovreste portare il cane a battere il suolo o a indirizzare la propriaazione incrociando il vento.
Se a causa del terreno e del vento vi troverete a lavorare attorno ad ostacoli invalicabili, in questocaso dovrete andare e venire per recuperare la direzione giusta rispetto a quella del vento:ricordatevi però che è compito del cane cercare nelle zone che voi non potete raggiungere (figura C).

 

Figura A

 


Figura B

VentoB

Figura C
VentoC

 

NASO E FIUTO

 

Per lungo che sia il tempo che dedicate a guardare il vostro cane non riuscirete mai a capire la complessità del sistema che regola il suo fiuto. L’unica cosa certa è che il tutto è imprevedibile e può cambiare da un momento all’altro. Al confronto del nostro potere olfattivo che si estende su un’area grande come due piccoli francobolli, la struttura complessa che presiede al fiuto del cane si espande su un’area della grandezza di un grosso fazzoletto. Questo fa comprendere quanto grande sia la capacità del cane di raccogliere odori da mille a un milione di volte più tenui di quelli percepibili dall’uomo. Se questo è possibile per qualunque cane pensate dove arriva il fiuto di quelle razze che sono state selezionate per questo scopo!

Alcuni cani sembrano avere un istinto particolare per determinati odori ma il riconoscimento specifico deve essere sviluppato nel vostro cane. Un cane inesperto può anche imbattersi in un odore, ma non riscontrarlo e quindi abbandonarlo. Il naso ha lavorato bene, il cervello lo ha registrato ma il cane non sa cosa fare di quell’odore e come usarlo a suo vantaggio. Vedere un cane che incontra un odore e lo riconosce come un selvatico abbattuto o come un animale in fuga è un piacere immenso. Subito resterà incollato al luogo dove si trova l’odore fino all’individuazione per poi subito portarsi dove il selvatico è caduto oppure prendere la traccia dell’animale in fuga seguendo una miscela di sangue, di fronde spezzate, di impronte o di un profumo della polvere da sparo che ha contribuito all’abbattimento. Si dice anche che un animale ferito emani, un odore drammatico,  un odore diverso da quello che non è stato colpito

Quali che siano le spiegazioni, mi prende sempre uno stato di eccitazione quando guardo il cane usare il naso e il cervello per completare e per concludere il lavoro.

E importante incoraggiare il cane durante l’addestramento ad usare il naso e acquisire esperienza facendo in modo che capisca che importante patrimonio è il suo naso.

Raccogliete sempre i riporti che siete in grado di vedere senza farli prendere dal cane. Lui si realizzerà in pieno quando l’animale non si vede oppure è andato via di piede. Il naso è la sua qualità più preziosa che fotograferà lo stato e l’evoluzione delle situazioni diventando “gli occhi” non solo per lui ma anche per voi.

Gli odori non sono mai decisi né è prevedibile sapere come si manifesteranno. Se il terreno è più caldo dell’aria l’odore tende a salire; se il suolo è gelido e duro l’aria tende ad essere più calda con il risultato che l’odore resta sul terreno.

Tuttavia l’odore generato da una preda proviene da un animale caldo, sovente più caldo dell’aria; dopo aver lasciato l’animale si adegua alla temperatura esterna per addirittura sparire in quegli  “strani” giorni in cui sembra impossibile individuarlo.

La temperatura del suolo e dell’aria può provocare il movimento dell’odore e dare origini a larghi spazi o a linee di odore che favoriscono la ricerca del cane. Qualcuno ha paragonato l’odore al vapore o al fumo che si può vedere. In certi giorni sale, in altri si muove orizzontalmente ed in altri ristagna sul terreno sempre però senza regole fisse risultando la sua individuazione estremamente complessa. Anche nei giorni più favorevoli vi imbatterete in sacche prive di odori o in terreni completamente senza effluvi.

 

W O R K S H O P

 

- Ragionamento da parte del conduttore,
- Approfondimento  della mentalità canina,
- Assoluto rifiuto
di ogni forma di coercizione che pone il cane in una posizione di sottomissione snaturandone la vera veste di “ausiliario”.

Il riconoscimento di questa linea di pensiero, il gradimento manifestato dai partecipanti ai corsi fino ad oggi tenuti, la nostra partecipazione attiva ad eventi nazionali ed internazionali ci hanno confermato che questa metodologia di lavoro è sempre pagante sia nei confronti del cane che - se condivisa - da parte del proprietario/conduttore.

Abbiamo aperto e chiuso un ciclo che ci ha riservato sempre delle sorprese più volte picevoli e a volte sconcertanti, ma sempre utili ad accrescere la nostra esperienza sul lavoro dei cani e sul comportamento delle persone.

Non ci saranno più, almeno per un certo periodo di tempo, WORKSHOP IN MAREMMA.

Organizzeremo però, d'accordo con coloro che vorranno con noi condividere l'esperienza, piccoli gruppi di lavoro (non più di 4 cani per volta) dedicandoci a specifiche tipologie lavorative volte a migliorare la qualità lavorativa dei cani sia con i dummies che su selvaggina abbattuta.

Daremo nota di questi incontri sui nostri siti (www.ilflat.org e www.the flatcoated.it) e sulla nostra pagina facebook (www.facebook.com/serflat) con il dovuto anticipo e con la tipologia di lavoro.